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L’Associazione Sportiva Pescatori Solandri è impegnata costantemente in azioni volte alla difesa ambientale delle acque in concessione.
L’esagerato sfruttamento idroelettrico, l’inquinamento organico delle acque, l’artificializzazione degli alvei rappresentano i principali pericoli per la fauna ittica e per i corsi d’acqua del Trentino.
L’Associazione aderisce al Comitato permanente per la difesa delle acque, organismo nato nel maggio del 1997 e composto da associazioni territoriali dei pescatori, da associazioni ambientaliste, da gruppi locali di difesa ambientale e da associazioni sportive dei canoisti. Questo comitato trentino ha l’obbiettivo di rivalutare l’inestimabile patrimonio d’acque del Trentino e dell’intero Arco alpino, difendendolo da abusi vecchi e nuovi che ne mettono a rischio la sopravvivenza. La più significativa tra le numerose iniziative del Comitato è stata la petizione “Ridate l’acqua ad i nostri fiumi”, sottoscritta da oltre diecimila persone e finalizzata ad ottenere un uso più equilibrato delle risorse idriche e degli ambienti acquatici. E’ stata una campagna dura ma efficace contro lo sfruttamento idroelettrico esclusivo di gran parte dei fiumi trentini. Questo, infatti, è da anni riconosciuto come il più grave tra i numerosi fattori di degrado ambientale delle nostre acque.
Il 1999 è stato un anno importante; nuove norme nazionali e provinciali hanno reso almeno in parte applicabili ed effettivi quei principi di tutela degli ambienti acquatici già sanciti da leggi di principio (L. 183/89 e L. 36/94 – Legge Galli). La norma di attuazione dello Statuto speciale del Trentino – Alto Adige (D.L. 463/99) ha permesso, prima che altrove in Italia, l’applicazione di una basilare misura provvisoria di tutela da parte della provincia autonoma di Trento, che impone a tutti i concessionari di grandi derivazioni idroelettriche il rilascio a valle delle opere di presa di una portata di due liti al secondo per ogni km² di bacino sotteso.
L’attivazione dei rilasci, avvenuta con la data del 22 giugno 2000, è il primo passo verso un uso più rispettoso e lungimirante delle risorse idriche, poiché riconosce che lo sfruttamento idroelettrico non può essere totale e deve rispettare la qualità ecologica dei fiumi, dalla quale dipende la qualità delle acque e, dunque, il loro molteplice utilizzo. |